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Un anarchico dietro la macchina da presa di  Alessio Di Rocco  e  Stefano Raffaele Giovanni Bruno Solaro nasce a Trecate, un comune della provincia di Novara, in Piemonte, il 7 agosto 1932, figlio di Luisa Giudici e del pittore Omero Solaro. L’infanzia non è semplice: « Il papà venne catturato in un campo di concentramento », ci racconta Hirtia Solaro, figlia e depositaria delle memorie di famiglia, « Lui ha vissuto con la sola madre. Una madre coraggio, che tramite la tessera del partito fascista riuscì a fare uscire Omero dalla prigionia, ma nonostante ciò la gratitudine fu poca e, da playboy inguaribile qual era, cominciò a cornificarla in tutte le longitudini e latitudini, e così mio padre si trovò presto intorno un numero considerevole di sorelle e di fratelli. A un certo punto si innamorò di una ragazza che poi scoprì essere sua sorella ».  (1) Solaro e Moravia Anche la donna con la quale Solaro lega la sua vita e che lo accompagnerà per tutta la sua esistenza,...
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La stanza del diavolo   di Max Della Mora In occasione dell'imminente uscita di The devil's partner in alta definizione, grazie all'americana Film Masters , rispolvero questo pezzo pubblicato su  Nocturno 192 , qui pubblicato in versione modificata. N.B. Gli screenshot provengono dal vecchio bootleg. Nel bizzarro documentario  Room 237 , dove la dissezione di Shining passa in secondo piano rispetto a quella che è una vera e propria analisi della percezione soggettiva dell’arte, la critica cinematografica Juli Kearns si accalora sul dettaglio di una finestra ritenuta “ impossibile ” e che “ non può essere dove si trova ”. Una sensazione simile ci sfiora in The devil’s partner : la baracca dove vive il protagonista sembra, forse lo è, più grande all’interno rispetto a quanto appaia dall’esterno. Al di là dei problemi di continuità tra esterni girati in location e interni girati in studio, che in un B-movie sono assolutamente trascurabili, all’interno della baracca sembra ...
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Le streghe nude di Max Della Mora È facile immaginare quanto i ragazzi dei drive-in degli anni ’60 fossero attirati come lubriche falene da un titolo così carico di promesse: The naked witch , la strega nuda. Si può anche immaginare la loro delusione quando sullo schermo venne proiettato lo stesso film che avevano già visto, magari proprio la settimana precedente, ma nascosto sotto un altro titolo. Il “caso” di The naked witch , mette alla luce la spericolatezza della distribuzione nei drive in e nei cinema di provincia americani di quell’epoca, quando lo spettatore era visto solo come un limone da spremere fino all’ultima goccia. La tecnica truffaldina di rinominare un film, spacciandolo per qualcosa di nuovo e diverso, non è comunque affatto rara e limitata al mercato statunitense; basti pensare, in tempi più recenti, alla sarabanda di case che hanno infestato i cinema nostrani dopo il successo di La casa di Raimi oppure, sempre in Italia, ai molteplici eredi di King Kong, convocati...
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...e il mio grido giunga a te di Alessio Di Rocco Un urlo dalle tenebre viene distribuito nei cinema italiani nel 1975, a un anno di distanza dall’uscita di L’esorcista , e dopo che vari cloni del film di William Friedkin erano già apparsi sugli schermi, compresa l’immancabile parodia firmata dall’attore Ciccio Ingrassia (ma diretta in gran parte da Sergio Garrone) L’esorciccio , che metteva alla berlina il genere.  A mettere su il progetto era stato l’imprenditore trentaquattrenne Giangiacomo Elia. Nato a Roma il 4 aprile 1940, Elia intendeva investire i propri proventi nel mondo del cinema, su un qualcosa che, a fronte di un esiguo sforzo economico, avrebbe garantito guadagni sicuri. Un film horror sarebbe stata una buona carta da giocarsi. Un film horror ispirato a L’esorcista , che continuava a incassare cifre da capogiro al botteghino, poteva rivelarsi una scommessa vincente. Il 31 marzo 1974, Elia fonda la Manila Cinematografica e assume il giallista Aldo Crudo per scrivere ...